21 marzo 2017

MILANO - “Quel grafico è una mezza menzogna”. Parla in modo chiaro Jean-Paul Fitoussi, docente di Economia allla Luiss di Roma e all’Institut d'Etudes Politiques di Parigi ed ex consigliere indipendente di Nicolas Sarkozy. Il riferimento è al grafico mostrato ieri da Marine LePen nel dibattito tv tra i candidati all'Eliseo. Un diagramma che mostrerebbe un tracollo della produzione industriale francese proprio dopo l’ingresso nell’Eurozona. Professore, non è così? "Non è così. Abbiamo visto quel grafico da lontano in televisione. Se si guarda invece con un po’ di attenzione si vede che dal momento dell’ingresso nell’euro c’è un’evoluzione positiva negli anni successivi. Il problema arriva dopo."

Quando in particolare? "Con la crisi finanziaria del 2008, è lì che inizia veramente il divario e il crollo, non prima. Fino a quel momento l’industria francese non era stata penalizzata".

Anche al netto della crisi finanziaria, secondo gli euroscettici il grafico mostra che la Germania avrebbe reagito molto meglio di tutti gli altri Paesi. Merito dell’euro? "No, intanto bisogna fare un passo indietro e ricordare che la prima metà degli anni Duemila, cioè i primi anni dell'euro, sono stati un periodo difficile per la Germani. E poi bisogna tornare alla crisi del 2008".

La crisi ha colpito tutta Europa, la Germania sembra avere retto molto meglio "C’è stata una forte crisi di domanda dappertutto, ma la Germania l’ha accusata molto meno degli altri Paesi perché ha una domanda interna che conta relativamente meno rispetto a quella esterna. In sintesi: la Germania ha cominciato a beneficiare veramente dell’ingresso nell’euro soltanto con la crisi mondiale e per motivi che hanno a che fare con la natura stessa della sua economia più che con i vantaggi o gli svantaggi dell’euro. L'unico fattore strutturale che vedo è che la Germania ha adottato una politica di competizone al ribasso, abbassando i salari. E così si è resa più comptetitiva".

Gli euroscettici sostengono che il cambio abbia favorito Berlino a svantaggio di altri Paesi, l’Italia ad esempio "Non è così. Il tasso di cambio per la Germania era troppo alto al momento della creazione dell’Eurozona. Così ha perso competitività, ed è riuscito a riguadagnarla solo grazie al piano Schroeder di riforme".

REAZIONE:GLI ARGOMENTI DI FITUSI SONO ANCHE UNA MEZZA BUGGIA CHE FA DELLE AFFERMAZIONI DELLA LE PEN UNA BUGGIA TUTTA INTERA:VEDIAMO,FORSE E' VERO CHE I I BASSI SALARI E LIVELLI DI CONSUMO DELLA GERMANIA FAVORIRONO LA COMPETITIVITA DELL'EXPORT TEDESCO MA E' ANCHE VERO CHE L'ATTITUDINE DEI SINDACATI E' STATA RISPONSABILE MALGRADO CERTE VOLTE TROVINO CONDIZIONI DI LAVORO CONFINANTI CON LA SCHIAVTU, E CHE SIA I SALARI CHE IL LIVELLO DI CONSUMO PUR RESTANDO BASSI SONO INCOMAPARABILMENTE SUPERIORI CHE IN ITALIA.E NON E' SOLO UN DATO  QUANTITATIVO PER QUANTO RIGUARDA AL CONSUMO,ANCHE LA QUALITA E BEN SUPERIORE E FA L'INVIDIA DELL'ITALIANO MEDIO CHE NON APPENA LI E' POSSIBILE SCAVALCA LE FRONTIERE IN CERCA DI PRODOTTI MIGLIORI.
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23 MARZO 2017:NAPOLEUM VIVE E LOTTA
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“Napoli fogna infernale”. Il sindaco di Cantù Claudio Bizzozzero su Facebook per attaccare Salvini scatena la polemica

camilla ilaria colombo

«Napoli per me resta una fogna infernale». Le parole - che hanno scatenato un putiferio sui social network - sono di Claudio Bizzozero, sindaco di Cantù, in provincia di Como, che in un post sulla sua pagina Facebook attacca Matteo Salvini, leader della Lega Nord, che qualche giorno fa si trovava proprio nella città partenopea. «Fossi stato presente (nella trasmissione “Quinta Colonna” a cui era stato invitato, ndr) gli avrei semplicemente detto che casa mia invece è Cantù e la Lombardia è la mia terra, mentre Napoli per me resta una fogna infernale (emblema dell’intera “ItaGlia”) dalla quale mi tengo ben lontano».

Bizzozero, che si firma «Sindaco libero e fieramente lombardo del Comune departitocratizzato di Cantù», è il fondatore di “Lavori in Corso”, la lista civica con cui ha vinto le elezioni a sindaco e recentemente ha anche dato vita al “Fronte di Liberazione Fiscale”, con cui si presenterà alle Regionali del 2018. Nel post lamenta anche il fatto che ieri avrebbe dovuto partecipare, proprio insieme a Salvini, a “Quinta Colonna”, ma «mentre già ero a metà del viaggio per Roma, mi hanno telefonato dalla redazione per dirmi che sarei slittato nella seconda metà della trasmissione (cioè dopo la comparsata salviniana). Vi sembra un caso? A me per niente». Per Bizzozero Salvini è «un piccolo insignificante leaderuccio naziunal partenopeo che ha paura dei confronti pubblici con chi sa che lo metterebbe in difficoltà. Che un personaggio così insignificante rappresenti Napoli e la fogna italica non mi sorprende. I napoletani fanno benissimo a votarlo: è perfetto per loro. Che rappresenti invece noi lombardi. Mi sembra invece una nostra gravissima responsabilità e sorprendente che alcuni fra noi ancora lo votino».

Nei commenti ai suoi post hanno risposto centinaia di napoletani giustamente indignati e arrabbiati per le sue parole e qualcuno gli ha anche chiesto di dimettersi. Da Salvini, intanto, nessuna risposta.