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6 Avril 2017 , Rédigé par docciancimino Publié dans #Senza categoria

6 APRILE 2017:RUBY,RUBY BIS,RUBY TER E ORA ANCHE RUBY QUATER E....SIAMO GIA IN CAMPAGNA

-SU LA REPUBBLICA:

Ruby ter, la presidenza del Consiglio parte civile contro Berlusconi: si apre il processo a Milano

Ruby ter, la presidenza del Consiglio parte civile contro Berlusconi: si apre il processo a Milano(lapresse)

L'ex premier è accusato di corruzione in atti giudiziari. L'avvocatura dello Stato ha presentato ai giudici la richiesta di costituirsi come parte civile. Anche le tre ragazze diventate testimoni d'accusa chiedono di essere ammesse come parti civili. La difesa di Berlusconi cita 80 testimoni: c'è anche Barbara D'Urso

05 aprile 2017

La presidenza del Consiglio dei ministri chiede di costituirsi parte civile contro l'ex premier Silvio Berlusconi nel processo, che si apre oggi a Milano, che è uno dei filoni del cosiddetto Ruby ter. La richiesta del governo punta a un eventuale risarcimento in caso di condanna dell'ex premier.

PROCESSO RUBY - RUBY BIS - RUBY TER

La richiesta è stata presentata formalmente in apertura di udienza davanti alla quarta sezione penale del tribunale dall'avvocatura dello Stato, attraverso l'avvocata Gabriella Vanadia, perché il reato contestato a Berlusconi (è accusato di corruzione in atti giudiziari) vede tra le persone offese anche la presidenza del Consiglio in rappresentanza del ministero della Giustizia.

Milano, le Olgettine tornano in aula: il processo Ruby ter inizia con un rinvio

Secondo le accuse formulate dai pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, Berlusconi avrebbe versato 10 milioni di euro per diversi mesi a 22 giovani donne (tra loro c'è, appunto, Ruby, ovvero Karima

La lettera di Berlusconi alle olgettine: "Ora basta soldi"

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Richiesta analoga, in apertura di udienza, anche dai legali di Ambra Battilana e Chiara Danese, le due giovani piemontesi che si erano già costituite parti civili nei processi Ruby e Ruby bis, e da Imane Fadil, anche loro ospiti delle serate a Arcore e poi testimoni nei processi. "La loro vita - ha spiegato il legale che le rappresenta - è stata distrutta ed è cambiata completamente da questa vicenda. Il danno che hanno subito le due ragazze è irreparabile. E le cose che riguardano la vita non sono beni fungibili".

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Ruby ter, i protagonisti del processo

Navigazione per la galleria fotografica

Nella lista dei testimoni, presentata dalla difesa di Silvio Berlusconi, ci sono "tante persone che verranno a deporre per dimostrare che hanno avuto aiuti disinteressati" dall'ex premier, "persone che non hanno nulla a che fare" con la vicenda delle serate ad Arcore: a dirlo è il difensore dell'ex Cavaliere, Federico Cecconi, che lo assiste con il professore Franco Coppi. Berlusconi ha sempre parlato di "atti di generosità".

Tra i circa 80 testimoni indicati nella lista presentata dalla difesa di Berlusconi ci sono alcuni nomi 'sconosciuti' di persone che, come ha spiegato Cecconi, "l'ex premier ha aiutato nel corso della sua vita". E sempre tra i testi, tra gli altri, figurano anche la conduttrice tv Barbara D'Urso, l'ex ministro e coordinatrice lombarda di Forza Italia, Mariastella Gelmini. Tra i testimoni (sulla lista depositata dovranno poi esprimersi i giudici) anche alcune ragazze, una decina in tutto ma mai coinvolte nel procedimento, i cui nomi erano spuntati dagli atti dell'indagine mesi fa per aver ricevuto anche loro bonifici mensili, tra cui Tiziana Buldini, Carolina Campioli, Maria Letizia Cioffi e altre. Tra i testimoni anche Susanna Petrone, conduttrice tv; il ragioniere di fiducia dell'ex premier, Giuseppe Spinelli; il capo dell'ufficio legale di Mediaset, Pasquale Straziota e il medico personale Alberto Zangrillo.

Su tutte le richieste di costituzione di parte civile decideranno i giudici della sezione, presieduti da Giulia Turri.

Silvio Berlusconi non era presente in aula: in elicottero, invece, è arrivato alla Fiera di Rho per visitare il Salone del mobile. Il processo è stato rinviato al 3 luglio, in vista della possibile riunificazione di questo filone con quello a carico di Karima El Mahroug e di altre 22 persone (tra loro, anche l'ex avvocato di Ruby,Luca Giuliante, il giornalista Carlo Rossella, la senatrice Mariarosaria Rossi) già fissato per quella data. Al processo 'principale' fissato per luglio potrebbe essere riunito, poi, anche il procedimento a carico dell'ex premier e di 3 ragazze (il Ruby quater) per versamenti recenti fino allo scorso autunno (l'inchiesta è stata da poco chiusa).

http:milano.repubblica.it/cronaca/2017/04/05/news/milano_berlusconi_processo_ruby_ter-162236980/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P23-S1.6-T1
REAZIONE:SODISFATTO DALLA NOSTRA GIUSTIZIA,IL 3 LUGLIO CI SARANNO INSIEME TUTTI  I PROCESSI RUBY.E PIU SODISFATTO ANCORA PERCHE IL CONSIGLIO SARA PARTE CIVILE:E' SEGNO CHE IL GOVERNO HA PRESO COSCIENZA CHE BERLUSCONI PORTA SFORTUNA E HA DECISO ROMPERE IL PATTO POICHE SIAMO GIA SULL'ORLO DEL VOTO,CON QUESTO ATTO RIVELA CHE SIAMO GIA IN CAMPAGNA INSOMMA.BUONA NOTIZIA.
E NON SI DEVE DIMENTICARE CHE BERLUSCONI,CHE GIA HA SUBITO CONDANNA E CARCERE SCAMBIATA PER SERVIZIO SOCIALE IN ALTRI PROCESSI, NON E' ACCUSATO PER PROSTITUZIONE NE TRAFICO DI PERSONE MA PER BUGGIARDO,PER MENTIRE ALLA GIUSTIZIA.NON PER REATO DI "AMORE" MA PER FALSO TESTIMONIO.GENEROSO?ALTRA BUGGIA,HA PAGATO IL SILENZIO.
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6 APRILE 2017:SOLIDARIETA
-SU LE FIGARO:

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- 7 APRILE 2017:GIUDICE COW-BOY,AVVISO PER TRE,SONO CATTIVO ESSEMPIO -SU LA REPUBBLICA:
Legittima difesa, convocato dal Csm il giudice che scrisse "mi armo". Rischia di smettere la togaLegittima difesa, convocato dal Csm il giudice che scrisse Il giudice Angelo Mascolo

Aperta la procedura per il trasferimento d'ufficio per incompatibilità. Dopo aver subito un inseguimento in auto, scrisse in una lettera aperta: "Lo Stato non è più in condizioni di garantire la sicurezza dei cittadini, anzi semplicemente non c'è più. D'ora in poi faccio da me"

06 aprile 2017

ROMA - Il Consiglio superiore della magistratura ha aperto la procedura per il trasferimento d'ufficio del gip di Treviso Angelo Mascolo, divenuto improvvisamente popolarissimo per aver annunciato in una lettera aperta la decisione di armarsi, "come mio diritto", dopo essere stato inseguito in auto. La Prima Commissione, presieduta dal laico del Pd Giuseppe Fanfani (vice presidente è il togato di Unicost Luca Palamara) ha anche disposto non solo la convocazione di Mascolo perché si possa difendere, ma anche quella del presidente del tribunale Aurelio Gatto e del prefetto di Treviso Laura Lega.

Al magistrato di Treviso la Commissione contesta l'incompatibilità sia ambientale sia funzionale. Il che vuol dire che se all'esito della procedura i consiglieri ritenessero che Mascolo vada trasferito, dovrebbe lasciare non solo Treviso ma anche il suo ruolo di giudice. Le audizioni di Gatto e Treviso sono state fissate per la prossima settimana, quando anche Mascolo potrebbe essere ascoltato, a quanto si è appreso. Il magistrato ha la facoltà di farsi assistere da un difensore, che può essere anche un altro giudice o un avvocato.

"Lo Stato non c'è, io mi armo" aveva scritto Mascolo nella missiva indirizzata ai quotidiani veneti di Finegil, ribadendo la sua posizione anche nelle successive interviste. La sera dell'inseguimento si era imbattuto in una pattuglia dei carabinieri, ai quali i due soggetti che il giudice aveva percepito come aggressori avevano spiegato che loro intenzione era solo di "esprimere critiche al suo stile di guida". Ragionando a freddo, Mascolo aveva allora ammesso che se avesse avuto un'arma probabilmente l'avrebbe usata di fronte a quella che aveva avvertito essere una minaccia alla sua persona. Sapendo che poi sarebbe andato incontro "all'iradiddio dei processi".

Ecco perché Mascolo aveva criticato quei colleghi che, in certi processi per eccesso di legittima difesa, non mostrano comprensione verso lo stress provato dai cittadini nelle situazioni di pericolo che li hanno visti protagonisti. Stigmatizzando, in generale, uno Stato in cui "leggi e leggine" tutelano "gentiluomini" come i suoi inseguitori nei processi e nella detenzione. "Lo Stato non è più in condizioni di garantire la sicurezza dei cittadini, anzi semplicemente non c'è più - aveva concluso Mascolo -. D'ora in poi faccio da me: quando esco di casa mi metto in tasca la pistola"

http:repubblica.it/cronaca/2017/04/06/news/legittima_difesa_convocato_da_csm_giudice_che_scrisse_mi_armo_-162345283/

REAZIONE:TREVISO E' UNA SPLENDIDA E PROSPERA CITTADINA CHE PURTROPPO CONSERVA BUCCOLICI TRATTI MEDIEVALI CON GENTE MOLTO AMABILE ED EDUCATA CONOSCIUTA NEL MONDO INTERO TRA L'ALTRO PER IL FAMOSO MARCHIO DIROBA  BENETON CHE QUANDO ERO DI STANZA A PADOVA PER INSEGUIRE STUDI DI POSTGRADUATORIA IN PSICHIATRIA CI ANDAVO SPESSO A CAMMINARE DELLA MANO DELLA MIA RAGAZZA E VI POSSO ASSICURARE CHE NULLA HA CHE FARE CON IL LONTANO OESTE.NON SI MERITA  IL CATTIVO ESSEMPIO DI FUNZIONARI DI QUESTO ESSALTATO SELVAGGISMO.OCCHIO,VANNO FERMATI. [youtube https://www.youtube.com/watch?v=hH4qL2qP9_o&w=560&h=315]

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5 APRILE 2017:PEDOFILIA DOC,ITALIA PROTEGGE PEDOFILO VENUTO DALLA FINE DEL MONDO

-SU LA REPUBBLICA:

Abusò dei seminaristi, don Carlos si nasconde in una chiesa di Genova

Abusò dei seminaristi, don Carlos si nasconde in una chiesa di Genova

Padre Buela, argentino, è stato condannato dal Vaticano è stato il fondatore del potente ordine del Verbo Incarnato

di GIULIA DESTEFANIS e MARCO PREVE

07 aprile 2017

In una delle sue ultime, numerose, video prediche caricate sul suo sito internet, padre Carlos Buela parla di educazione sessuale. Non ci sarebbe nulla di strano se don Carlos nel 2010 non fosse stato ritenuto "colpevole" di abusi sessuali nei confronti di giovani seminaristi (non si parla di pedofilia) dalla Santa Sede che lo aveva rimosso dai suoi incarichi e trasferito oltre oceano, e se in questo momento non si trovasse a 11 mila chilometri di distanza, ospite di un rifugio blindato a Genova, in via Venezia, in un appartamento del complesso della chiesa di San Teodoro.

Il caso viene sollevato da Francesco Zanardi della "Rete L'abuso" che da anni si batte per denunciare le coperture di cui hanno goduto molti sacerdoti accusati o condannati per pedofilia e altri reati di natura sessuale.

Genova, ?nascosto? in parrocchia prete argentino condannato per abusi

"Troviamo perlomeno imbarazzante – dice Zanardi -che sia proprio la diocesi del presidente dei vescovi, il cardinale Angelo Bagnasco, ad ospitare un sacerdote riconosciuto colpevole dallo stesso Vaticano. Ed inoltre ci chiediamo cosa accadrebbe se un domani la magistratura argentina decidesse di aprire un'inchiesta. Don Buela tornerebbe subito nel suo paese?".

Carlos Buela è stato fino a pochi anni fa uno dei preti più importanti dell'America Latina. Giovane sacerdote, seguace di Sant'Ignazio di Loyola, nel 1984 fonda l'Istituto (detto anche Famiglia) del Verbo Incarnato. La sua prima sede è a San Rafael nella provincia di Mendoza, ma nei decenni successivi Il Verbo Incarnato aprirà 26 filiali nei cinque continenti. Nella seconda metà degli anni 2000 scoppia lo scandalo.

La vicenda di Don Dessì in Nicaragua

Una ventina di seminaristi, alcuni dei quali nel frattempo sono tornati allo stato laicale, hanno denunciato abusi sessuali commessi nei loro confronti da don Carlos. Sulla stampa argentina sono anche usciti articoli in cui una presunta vittima raccontava di aver subito le attenzioni del sacerdote quando era minore ma su questo episodio non ci sono conferme e neppure, che si sappia, indagini penali.

Ma esiste un importane atto ufficiale del 2010 che inchioda alle sue responsabilità nei confronti dei seminaristi don Buela. Si tratta del decreto firmato dal cardinale Gianfranco Gardin, segretario della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. Le tre pagine riportano le accuse dei seminaristi e la difesa di don Buela (che ipotizza un complotto con l'Istituto da parte dei vescovi argentini). La Congregazione ritiene "le denunce verosimili di comportamenti moralmente inappropriati di padre Buela con giovani dell'Istituto...dichiarazioni ritenute veritiere da Organismi della Santa Sede". Quindi "accertata la loro gravità aumentata dalla qualifica di Fondatore, Superiore Generale e Direttore Spirituale" il Dicastero dispone "la rimozione di padre Buela dall'ufficio di Superiore" e gli ordina di risiedere fino a nuovo ordine nell'abbazia francese "La pierre qui vire" in Borgogna.

Non si sa perché, alla fine del 2016, don Carlos venga trasferito a Genova nell'appartamento dove si trova la sede locale dell'Istituto del Verbo Incarnato. Un religioso sudamericano apre la porta e spiega che don Carlos "non può parlare con la stampa, rivolgetevi ai nostri superiori". Sembra quindi che padre Buela possa di nuovo avere rapporti con il suo ordine.

Di sicuro non fa mancare le prediche video via web o attraverso la pagina Facebook. Ma al momento non sembrerebbe intenzionato a rientrare in Argentina.

http:genova.repubblica.it/cronaca/2017/04/07/news/abuso_dei_seminaristi_don_carlos_si_nasconde_in_una_chiesa_di_genova-162358264/

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=B_8QYrdDX2Q&w=560&h=315]

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9 APRILE 2017:REGENI,DALLA STAMPA SOLO FUMO NEGLI OCCHI

-SU LA REPUBBLICA:

Festival di perugia

Appello dei genitori di Regeni

"Cambridge ora parli"video

Speciale Bugie dell'Egitto / Checkpoint

di CARLO BONINI e GIULIANO FOSCHINI

 

 

 

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[youtube https://www.youtube.com/watch?v=cKZyUCYSq7c&w=560&h=315]

-APPENDICE 2:IL PAPA MONTA IN COLERA,PACE

-TITOLARE LA REPUBBLICA

Vaticano
Francesco lava i piedi ai detenuti: "Un atto d'amore" foto
Francesco lava i piedi ai detenuti: "Un atto d'amore" foto

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=YtNpLS4GQOA&w=560&h=315]

· Intervista a Repubblica: "Il mondo fermi i signori della guerra"

Papa Francesco, intervista a Repubblica:

di PAOLO RODARI

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=x0N_3DurHLY&w=560&h=315]

. 13 APRILE 2017:BUONA SETTIMANA DI TURISMO,BENVENUTI NEI MIEI DOMINI

-SU LA REPUBBLICA:

Tra borghi e ville, tra verde e azzurro. La primavera sul LarioTra borghi e ville, tra verde e azzurro. La primavera sul Lario

Dal Como a Lecco, da Tremezzo a Bellagio, da Menaggio a Varenna, da Cernobbio a Torno. Suggerimenti di stagione sul lungolago, tra colore, profumi ed eventi
di LUCA SARTORI
10 aprile 2017

E’ tornata la primavera sul lago di Como ed è nuovamente poesia. Torna il soffio profondo, vivo e rinvigorente della sua natura che in questi giorni riconquista prepotentemente la scena di questo straordinario angolo d’Europa.

Il ricco patrimonio storico e culturale ritrova in questo periodo un grande alleato, quella natura che nella bella stagione rende questo grande lago del Nordovest italiano terra di colori e profumi, magia ed emozioni. Con la bella stagione il lago ritrova il massiccio afflusso dei turisti che, da ogni parte del mondo, giungono sulle acque di quello che fu il teatro di uno dei più grandi capolavori letterari d’ogni tempo, i “Promessi sposi” di Alessandro Manzoni, per lasciarsi incantare dall’armonico alternarsi della sua lussureggiante vegetazione con gli splendidi tesori d’arte.

Sulle sue rive è un continuo alternarsi di laboriose città e pittoreschi borghi, luoghi sacri ed eleganti ville, verdi parchi e coloratissimi giardini, dove la storia si traduce in bellezza e ogni momento del giorno rivela nuovi inaspettati scenari.

Sono Como e Lecco le due belle capitali situate alle estremità dei suoi due rami meridionali. La prima, elegante e raffinata, propone un interessante percorso artistico e culturale attraverso il reticolo di vicoli del suo bel centro storico, e le tante emergenze architettoniche sparse per la città tra cui la bella Cattedrale di Santa Maria Assunta, edificata dai maestri comacini nel 1396 e completata solo nel 1770, con la cupola progettata da Filippo Juvarra e la bella facciata in stile tardogotico, il duecentesco Broletto, sede del comune in epoca medioevale, la basilica di San Fedele, che custodisce all’interno preziosi dipinti lombardi del XVII e del XVIII secolo, la Torre di porta Vittoria e la basilica di Sant’Abbondio, capolavoro dell’architettura romanica lombarda.

La seconda ha invece una spiccata tradizione industriale, da sempre meta di richiamo per pittori, letterati e scienziati tra cui Leonardo Da Vinci, Stendhal ed il Manzoni che vi visse fino all’adolescenza, nel rione del Caleotto, e che proprio qui, all’ombra del Resegone, ambientò la più celebre delle sue opere. Proprio dalle sue due capitali partono gli splendidi percorsi di scoperta del lago, tra i tanti borghi appoggiati sulle acque e quelli aggrappati ai monti. Da Malgrate a Bellagio, da Cernobbio a Tremezzo, da Torno a Varenna, da Menaggio a Laveno, da Sala Comacina a Pognana Lario, è un continuo transitar di traghetti e moderni aliscafi colmi di turisti che si spostano sulle acque di uno degli spettacoli più belli del pianeta, che con l’avvento della bella stagione s’arricchisce di innumerevoli splendidi dettagli.

Lago di Como. Itinerario per immagini

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Le grandi ville del Lario sono forse i luoghi più interessanti per apprezzare e godere dello spettacolo della natura: tra scenografiche fioriture e le innumerevoli tonalità di verde dei loro parchi, Villa Melzi, in stile neoclassico, con il parco decorato da statue e piante esotiche, villa del Balbianello, frequentata da esponenti ed intellettuali del Risorgimento, villa Carlotta, edificata alla fine del Seicento, e villa Monastero, con ben nove secoli di storia, sono alcune tra le mete più emozionanti del bacino.

Anche i borghi, circondati anch’essi da una lussureggiante vegetazione, alternano gioielli artistici a tesori naturali, incantevoli affacci sul lago a pittoreschi vicoli. Cuore del Lario è Bellagio, in assoluto la località più esclusiva, con i suoi splendidi alberghi e dove concedersi una passeggiata nel pittoresco centro storico, tra scalinate, botteghe ed eleganti negozi. Da non perdere a due passi da Bellagio, Menaggio e Varenna, rispettivamente sulla sponda occidentale e su quella orientale. La prima propone un bel lungo lago con scenografiche fioriture ed un interessante centro storico; la seconda invece, antico borgo di pescatori, è un susseguirsi di scale e scalette, affacci sul lago e preziosi edifici storici.

Poi Cernobbio, luogo di cultura e mondanità, dove nacque uno dei primi stabilimenti industriali per la lavorazione della seta, caratterizzato da tre straordinarie ville, villa Erba, il Grand Hotel villa d’Este e villa Pizzo, poi Brienno, pittoresco borgo medioevale, Tremezzo con la bella villa Carlotta, tra siepi di bosso e piante esotiche, Torno, dal caratteristico porticciolo da cui parte una fitta rete di vicoli che salgono alla volta della sua parte alta, Pognana Lario, con il suo bel panorama sul ramo comasco, e Nesso, con l’abitato aggrappato ad un pendio montuoso caratterizzato da un orrido dove si congiungono i torrenti Tuf e Nosè dando origine ad una cascata che precipita nel cuore di una vertiginosa spaccatura tra le rocce.

Borghi e ville, parchi e giardini, ma anche tanta cultura caratterizza la bella stagione del Lario, tra eventi, incontri culturali, concerti, spettacoli e mostre. Alla particolarmente suggestiva Sagra di San Giovanni, che si tiene sull’isola Comacina e a Ossuccio il 24 ed il 25 giugno, con la Solenne Regata delle Lucie e gli spettacolari fuochi sull’isola ad illuminare l’intero tratto di lago, la storica fiera di Sant’Abbondio di fine agosto ed il Palio del Baradello di inizio settembre, entrambe a Como, si uniranno svariati altri eventi nei vari centri del lago, per ammirare fioriture, per godere di particolari scenari naturali, festeggiare ricorrenze o celebrare, ancora una volta, l’arte e la storia di questo meraviglioso angolo d’Italia.

http:repubblica.it/viaggi/2017/04/10/news/lago_di_como_poesia_di_primavera-162653795/
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REAZIONE:NON IN ITALIA,EUROPA O NORDAMERICA MA IN SUDAMERICA CI SONO PAESI LAICI DOVE MAI SI CONMEMORA SETTIMANA SANTA MA DI TURISMO.E SO CHE TANTI SUDAMERICANI NE APROFITANNO PER VIAGGIARE IN EUROPA E ANCHE L'ITALIA,A TUTTI BENVENUTI NEL MIO DOMICILIO.IO RISIEDO A CREBBIO(PARROCHIA DI SANTO ANTONIO).CREBBIO E' UN PAESINO DA FAVOLA,LOCAZIONE TURISTICA IN CIMA AD UNA MONTAGNA DI 350 METRI CORONATO DA UN CASTELLO MEDIEVALE CHE AMMINISTRATIVAMENTE E' UNA FRAZIONE DI ABBADIA LARIANA MA GEOGRAFICAMENTE E NEI FATTI E' UN "PEZZO" DI MANDELLO LARIO IN PROVINCIA DI LECCO,LA CITTA DEI MOTORI SEDE DELLA FAMOSA MARCA DI MOTOCICLETTE GUZZI CREATA DALL'INGENIERE MILITARE VENEZIANO CARLO GUZZI(FINITA LA GRANDE GUERRA STABILITO A MANDELLLO).
QUESTO NOME DI UN GENIO DELL'INDUSTRIA AUTOMOTORE CHE,OLTRE A CONVERTIRSI IN UN EROE DELLA PRIMA GUERRA CONTRO L'IMPERO AUSTRO-UNGHERESE,HA RIVOLUZIONATO I MOTORI DELLE MOTOCICLETTE FACENDO POSSIBILE LA MOBILITA,QUINDI LA VITA IN QUELLE ACCIDENTATE MONTAGNE DI FRONTIERA,E ALESSANDRO MANZONI(ANCHE IL NOME DELL'OSPEDALE DOVE CURO LA MIA SALUTE A COMO) CON IL SUO GENIALE ROMANZO I PROMESSI SPOSI CHE PIU CHE UNA STORIA DI AMORE E' UN INSOSTITUIBILE TESTIMONIO DELLA LIBERAZIONE DEL NORD ITALIA CONTRO L'OCCUPAZIONE BORBONICA-SPAGNOLA;BASTEREBBERO PER L'ATTRAZIONE DEL TURISTA:BIENVENIDOS.
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13 APRILE 2017:PERCHE DIRE GRE-GRE PER DIRE GREGORIO?LE PEN NEONAZI
-SU LA STAMPA:lastampa.it
Olocausto, Le Pen riscrive la Storia. Francia assolta per i rastrellamenti al Vel d’Hiv
giordano stabile

Doveva essere una campagna in blu, il fiammeggiante «bleumarine» della Le Pen contro quello più sbiadito dell’Europa, e invece le presidenziali francesi rischiano di colorarsi di un inquietante rossobruno, dove il rosso sta per estrema sinistra e bruno sta per «bruno» e nessun riferimento a fatti realmente avvenuti è casuale. È il «gaucho-lepenisme» che si sta affermando, il tono viene dall’inedita coppia Mélenchon-Le Pen, il tribuno giacobino e l’erede della Francia nera. Il pur brillante Macron, centrista e intransigente europeista, sta perdendo velocità nei sondaggi, il suo galateo socialdemocratico sembra appannato di fronte alla polarizzazione del match che si giocherà tra il 23 aprile. Anche Marine cala nei sondaggi, ma resta solidamente in testa. La vera novità è la dinamica di Mélenchon, in crescita inarrestabile. Viene ormai dato in terza posizione dietro Le Pen e Macron e si azzardano simulazioni sul ballottaggio (in programma l’8 maggio) dove sarebbe battuto dall’ex ministro di Hollande, ma dove vincerebbe nettamente su Marine.

La storia riscritta

Fantapolitica, per ora. C’è di vero che il gioco si sta facendo duro e domenica Marine l’ha sparato grossa. Nell’ansia di riscrivere la Storia ad uso elettorale, Madame Le Pen ha detto che «non ci sono state responsabilità francesi» nello sciagurato rastrellamento di Vel’ d’Hiv, estate 1942, quando la polizia del governo collaborazionista di Vichy consegnò ai nazisti tredicimila ebrei «stranieri» (cioè non francesi) che vennero tradotti nei campi di sterminio. Una macchia nerissima nella storia francese, tardivamente e parzialmente sanata cinquant’anni dopo da Jacques Chirac, con le scuse della République espresse nel gesto - forse - più solenne dei suoi dodici anni all’Eliseo. E sull’avvenimento non c’è disputa storica.

Le «fake news»

Ma perché l’accortissima Marine Le Pen è scivolata nella prima fake news modello Trump? Lei che si è costruita in anni di lavoro politico per affrancarsi dalla figura del padre Jean-Marie in quell’operazione detta di «dédiabolisation» che in Italia chiamammo «sdoganamento» in occasione della conversione di Gianfranco Fini e dell’Msi in Alleanza nazionale? Marine ha poi precisato di considerare quello di Vichy un governo «non francese» e accusato gli avversari di volgari strumentalizzazioni. Ma è davvero difficile crederle. Oggi la comunicazione politica è studiata nei minimi dettagli fino al body language e alla mimica da tenere nei dibattiti tv.

La svolta sociale

E allora? Ci può aiutare a capire un libretto da poco uscito in Francia e curato da Michel Eltchaninoff, caporedattore di «Philosphie Magazine», il quale ripetendo un fortunato esercizio compiuto con Vladimir Putin è entrato «nella testa» della candidata («Dans la tete de Marine Le Pen», editore Actes Sud) e dissezionato i suoi discorsi. Rispetto al padre antistatalista, ammiratore di Churchill e Reagan, la Le Pen ha riorientato la linea di partito in senso sociale, in difesa della Francia «des oubliés» (i dimenticati) contro gli «adoratori dell’euro». L’operazione le ha consentito di dichiararsi «né di destra né di sinistra». Peccato che tutti i suoi riferimenti culturali (che Eltchaninoff rintraccia parola per parola) siano i quattro capisaldi della destra più estrema: terra, popolo, vita, mito. Tutti riassumibili nel «no agli stranieri» che resta il cuore dell’offerta politica lepenista.

Il negazionismo

E se il padre considerava le camere a gas un «dettaglio nella storia», lei si dichiara «pro sionista» dal 2011 (intervista al quotidiano israeliano «Haaretz»). Ma nella descrizione del «nemico» storico ricasca in tutti gli stereotipi del «vangelo» antisemita di Édouard Drumont (1886, Terza Repubblica) per scagliarsi contro quelli che puntano a dominare il mondo «costruito per l’uomo senza radici, nomade e schiavo dell’ordine mercantile... banchieri, industriali, uomini politici e giornali, estranei alla storia del Paese».

Il trucco retorico è palese: chi ha orecchie per intendere intende benissimo e non c’è dubbio che i soggetti sensibili siano numerosi. In un saggio da poco pubblicato da Marsilio («La Francia in nero») lo storico Marco Gervasoni ricompone con grande cura i fili neri che attraversano la cultura politica francese e cita un sondaggio di metà degli Anni Sessanta, dove solo il 10 per cento riconosceva la «Shoah» e ben il 58 per cento considerava gli ebrei «troppo potenti». La saldatura nella battaglia contro le élite europee dell’estrema sinistra è nei fatti e nelle parole. Mentre la Le Pen riscriveva la Storia, domenica a Marsiglia Mélenchon arringava il popolo del vecchio porto: «È ora di finirla con questa casta dorata di parassiti incapaci». La differenza è un «dettaglio», le convergenze sono molteplici contro. E Gervasoni ci rammenta ancora che il «gaucho-lepenisme» fu legittimato dallo storico segretario comunista Georges Marchais.

Le elezioni presidenziali francesi di questa primavera sono indubbiamente l’appuntamento politico dell’anno e se davvero si avverasse lo scenario rosso-bruno, da passaggio storico si trasformerebbero in un incubo.

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